I NUTRIENTI CRITICI IN SVEZZAMENTO

Impariamo insieme a conoscere quali sono i nutrienti a cui porre maggiore attenzione durante lo svezzamento dei bimbi e come comportarci per sopperire ad ogni loro necessità e fabbisogno nutrizionale.


IL FERRO

La carenza di ferro rappresenta il principale deficit nutrizionale della popolazione pediatrica di tutto il mondo.

Il deficit si manifesta con pallore, affaticamento, ritardo di crescita, inappetenza, disturbi dell’umore e del sonno, minor concentrazione, calo delle capacità cognitive.

COME OTTIMIZZARE L’APPORTO DI FERRO NELLA DIETA DEL BAMBINO?

• Proseguire l’allattamento esclusivo con latte materno almeno fino al 6 mese.

• La biodisponibilità del ferro nel latte umano è molto elevata (attenzione non è il contenuto di ferro del latte che diminuisce nel 2° semestre di vita del bambino ma sono le sue scorte! Per questo è necessario introdurre i cibi solidi che ne complementano l’apporto).

• Utilizzare regolarmente alimenti ricchi in ferro come: legumi, cereali, semi oleosi, frutta secca, verdure verdi in foglia e ovviamente carne, pesce e uova.

• Utilizzare regolarmente i legumi. Per i tipi secchi prevedere l’ammollo prolungato (almeno 8-12 ore) cambiando spesso l’acqua di ammollo, se possibile.

• Limitare i prodotti integrali e, in generale, l’eccesso di fibre.

• Condire con succo di limone o aggiungerlo all’acqua che si beve a tavola.

• Concludere il pasto con una piccola porzione di frutta fresca.

• Insaporire le pietanze con germe di grano o erbe aromatiche secche (esempio: il timo è ricchissimo di ferro!).

• Evitare di offrire tè o bevande contenenti tannini in prossimità dei pasti.

• Non somministrare cioccolato che, con il suo contenuto di tannini, può limitare l’assorbimento del ferro.

• Evitare il latte vaccino prima dei 12 mesi: oltre ad essere povero di ferro può favorire delle microemorragie intestinali.

• Non eccedere nel consumo di latte e derivati, soprattutto durante i pasti. Il calcio contenuto nei latticini forma dei complessi insolubili con il ferro non eme riducendone l’assorbimento.

Piccola nota importante per i bimbi prematuri:

“Per quanto riguarda il ferro, i nati a termine allattati esclusivamente al seno ne mantengono solitamente scorte sufficienti per i primi 6 mesi. Nelle categorie a rischio di carenza (per esempio lattanti nati prematuri) è preferibile attuare una supplementazione individualizzata di ferro piuttosto che anticipare il divezzamento”

Dal Documento Ufficiale del Ministero della Salute – Corretta alimentazione ed educazione nutrizionale nella prima infanzia F.A.Q.


GLI OMEGA 3

Gli omega 3 sono acidi grassi essenziali, che si trovano sia in alimenti di origine animale che di origine vegetale:

  • FONTE ANIMALE:
  • Il PESCE è la fonte principale nel regno animale. Basterà rispettare le frequenze indicate dalla piramide alimentare inserendo almeno 3 volte la settimana una porzione tra questi pesci:

• Sgombro

• Acciughe

• Sardine

• Salmone

• Tonno

  • FONTI VEGETALI:

• Noci (sotto forma di crema)

• Germe di grano

• Semi di chia

• Semi di lino (da somministrare in forma tritata, nel bambino molto piccolo potrebbero però dare dei fastidi a livello intestinale quindi valutate la reazione)

• Olio di semi di lino (ne basta un cucchiaino al giorno da aggiungere alle pappe, si acquista e conserva in frigo, attenzione mantenere la catena del freddo per evitare l’ossidazione).


IL CALCIO

Si è portati a pensare che i migliori alimenti per apportare il calcio all’organismo siano il latte e i suoi derivati, ma il calcio è ampiamente disponibile anche nel regno vegetale.

In particolare in:

• Sesamo (crema tahina)

• Mandorle

• Farine di cereali arricchite in calcio

• Tofu (in particolare quello arricchito in calcio)

• Verdure a basso contenuto di ossalati (tutte le verdure a foglia eccetto spinaci e biete) e le crucifere (broccolo, cavolfiore, broccoletti, cime di rapa, cavolo romano, rucola, crescione)

• Acque ricche in calcio come ad esempio Lete e Sangemini

Pertanto non vi preoccupate di eventuali carenze in questa fase, anche perché vi ricordo che il latte materno o artificiale ne contiene comunque una buona quantità.


LA FIBRA

Ci sono bambini che non amano assaggiare nessuna tipologia di verdura creando ansia e preoccupazione nelle mamme, quando è bene ricordare che la verdura è si importante ma soprattutto nelle prime fasi dello svezzamento non necessaria in grandi porzioni, perché contiene una quota di fibra che i bambini piccoli devono assumere in piccole quantità.

L’errore più frequente che potete fare è quello di preparare enormi minestroni o zuppe ricchissimi di fibra e poveri di nutrienti.

Un eccesso di fibra ha di fatto 3 azioni:

  • 1. Aumenta la sazietà e a livello di stomaco si ha un riempimento gastrico maggiore e quindi il bambino non avrà la capacità di finire tutto il pasto
  • 2. La componente di ossalati che è contenuta naturalmente nella verdura fa precipitare alcuni micronutrienti importanti come calcio e ferro che quindi non vengono assorbiti a livello intestinale
  • 3. Il microbiota intestinale del bambino non è ancora maturo per accogliere grandi quantità di fibra e molto spesso proprio a causa di un eccesso di fibra si assiste alla famosa stitichezza del lattante (lo so che è proprio il contrario di quello che vi hanno sempre detto ma ciò che è valido per un adulto non lo è altrettanto per un bambino in svezzamento con intestino ancora immaturo).

COME RIDURRE LA FIBRA:

• Preferire farine di cereali con contenuto di fibra inferiore a 4 g/100 g

• Utilizzare cereali in chicco decorticati/raffinati (riso brillato, avena decorticata ecc)

• Setacciare eventuali farine integrali se si vogliono utilizzare

• Usare legumi decorticati o privarli della buccia con un passino

• Sbucciare eventuali legumi a mano

• Non eccedere con la quantità di verdura ai pasti, ne bastano inizialmente solo 2-3 cucchiaini


LE PROTEINE

E’ ormai un dato reale e riconosciuto da numerosi studi che un eccesso proteico soprattutto nei primi anni di vita del bambino predisponga il bambino in età adulta a sovrappeso e obesità.

L’amminoacido essenziale Leucina è riccamente presente nel latte vaccino e nelle carni. Questo amminoacido, insieme ad altri, stimola la produzione di insulina che a sua volta stimola la crescita del neonato (anche quella degli adipociti): è pertanto definito pro-obesogeno.

Troppa leucina si traduce in troppa crescita.

LA QUANTITÀ PROTEICA NECESSARIA (DATI LARN) È PARI A 1,39 G PER KG DI PESO.

FACCIAMO UN ESEMPIO:

Un bambino di 6 mesi che pesa 8-9 kg ha un fabbisogno proteico di circa 15 gr (8kg x1,39 Fabbisogno proteico dati LARN)

Partendo da questo dato cosa dobbiamo quindi capire e calcolare?

Partiamo innanzitutto dal consumo di latte materno o artificiale di un bambino a 6 mesi che è pari a circa 800-900 ml, in questo latte è contenuta una media di 13 g di proteine. Questo significa che per arrivare a 15 gr totali serviranno “solo” 2 grammi di proteine dagli alimenti che il bambino deve assumere.

Questo è solo un semplice esempio che vi permette di capire che la quantità proteica da somministrare deve essere davvero poca, non dovete di certo mettervi a fare calcoli e stime per individuare il fabbisogno proteico di vostro figlio!