L’acqua nell’alimentazione

Il nostro corpo è formato principalmente da acqua, che è indispensabile al suo buon funzionamento. Dal momento che ogni giorno ne perdiamo molta (con le urine e il sudore, ad esempio), è importante ricostituire rapidamente le perdite, anche prima che ci venga sete.

Per evitare problemi di salute anche gravi, è importante bere molto ogni giorno (circa 4-6 bicchieri di acqua).

Normalmente, con la respirazione e il sudore eliminiamo fino ad un litro d’acqua al giorno, con le feci circa 150 ml, mentre con le urine possiamo arrivare a più di un litro al giorno. Se fa caldo, abbiamo la febbre o sudiamo di più (ad esempio perché facciamo sport), la quantità persa aumenta, e quindi dobbiamo bere più del solito.

L’acqua presente negli alimenti (circa 500-900 ml al giorno), sommata ai 4-6 bicchieri consigliati, è sufficiente a compensare le perdite, che altrimenti ci causerebbero secchezza delle mucose, mal di testa, crampi, stanchezza e poi vertigini, nausea, vomito e altri problemi via via più gravi.

Se vogliamo compensare nel modo migliore le perdite di acqua, meglio non aspettare che ci venga sete: beviamo sia ai pasti che lontano dai pasti.

Il centro della sete, che si trova nel cervello, regola la quantità di acqua di cui abbiamo bisogno. Spesso, però, ci accorgiamo di essere assetati solo quando la perdita di acqua è già stata tale da provocare i primi effetti negativi. Meglio, quindi, tentare di anticipare sempre il senso di sete o comunque assecondarlo subito.

Con l’età, inoltre, la capacità di risposta del centro della sete diventa meno pronta e rischia di non segnalarci adeguatamente la necessità di acqua. Soprattutto le persone anziane devono, quindi, abituarsi a bere spesso nell’arco della giornata, durante e al di fuori dei pasti, anche quando non ne avvertono la necessità. Una particolare attenzione va rivolta anche ai bambini, specie nei primi mesi di vita, perché sono più esposti al rischio di disidratarsi rispetto agli adulti.

Non è vero che l’acqua vada bevuta solo al di fuori dei pasti. Al contrario, se accompagniamo il pasto con qualche bicchiere d’acqua aiutiamo la digestione, in quanto gli alimenti ingeriti si ammorbidiscono e i nutrienti si diluiscono per un migliore assorbimento.

Quando sudiamo di più, perdiamo più acqua: beviamo durante e dopo l’attività sportiva.

L’attività fisica comporta sudore e quindi perdita di acqua e minerali che devono essere velocemente reintegrati, bevendo preferibilmente acqua durante e dopo l’esercizio fisico. È sbagliato evitare di bere per paura di sudare eccessivamente, perché sudare serve a regolare la temperatura corporea.

Una dieta ricca di frutta e verdura, infine, sarà sufficiente per il recupero dei sali minerali persi sudando, senza far ricorso a inutili supplementi.

Quando si pratica sport, generalmente si perdono acqua e sali minerali con il sudore e il respiro. L’entità di questa perdita è molto variabile e può portare in casi estremi a disidratazione, affaticabilità, cali di pressione e svenimenti. Il modo più sicuro e corretto per prevenirli è bere molta acqua e mangiare tanta frutta e verdura. È sconsigliata la supplementazione con integratori alimentari, a meno che non ce ne sia una reale necessità, sia perché non servono, sia perché potrebbero nuocere alla salute. È invece importante bere anche durante lo svolgimento dell’esercizio fisico.

Beviamo spesso ma poco per volta e lentamente, soprattutto se l’acqua è molto fredda.

Bere acqua fredda non fa male ed è più piacevole quando fa caldo. Se beviamo acqua fredda, però, è meglio farlo lentamente, perché un brusco abbassamento della temperatura dello stomaco può creare le condizioni per pericolose congestioni.

La regola generale, comunque, è quella di bere spesso e in piccole quantità, anche lontano dai pasti, anche quando non abbiamo sete, anticipando la richiesta da parte dell’organismo.

E’ di acqua che abbiamo bisogno. Bere acqua o altre bevande non è la stessa cosa!

L’acqua (del rubinetto o imbottigliata) non è sostituibile. Le altre bevande (come aranciate, bibite a base di “cola”, succhi di frutta, caffè, tè, tisane) oltre a fornire acqua, apportano anche altre sostanze che contengono calorie (ad esempio zuccheri) o che sono farmacologicamente attive (ad esempio caffeina). Tutte queste bevande vanno bevute con moderazione.

Facciamo attenzione a quello che si sente dire: l’acqua non fa ingrassare e non fa dimagrire.

L’acqua non contiene calorie e le variazioni di peso che si verificano quando beviamo o eliminiamo acqua sono momentanee e non influenti sul peso corporeo. Il tentativo di contenere il peso controllando la quantità di acqua bevuta, quindi, è assolutamente inutile, oltre ad essere rischioso per la salute.

La ritenzione idrica non dipende da un’elevata ingestione di acqua che, anzi, ne comporta un miglioramento.

Allo stesso modo, non è vero che le saune facciano dimagrire. Le saune fanno semplicemente eliminare sudore. Lo stesso organismo provvederà a reintegrare prontamente le perdite, cosicché nell’arco di poche ore il peso tornerà ad essere esattamente quello di prima.


Bere durante i pasti rallenta la digestione?

No, è una falsa credenza.

La pesantezza che accusiamo dopo i pasti è dovuta soprattutto a ciò che abbiamo mangiato. L’acqua, nelle giuste quantità, aiuta invece la digestione e l’assorbimento dei nutrienti. L’acqua assunta in eccesso viene poi rapidamente espulsa con le urine.


Quanta acqua bisognerebbe bere?

Mediamente, 6/8 bicchieri al giorno.

Attraverso le urine, le feci, la sudorazione e la respirazione, il nostro corpo elimina acqua continuamente, quindi dobbiamo rimpiazzarla spesso. È bene bere anche quando non abbiamo lo stimolo della sete, che sopraggiunge solo quando il volume d’acqua necessario si è già ridotto. Bere circa 6/8 bicchieri d’acqua al giorno è sufficiente a sostituire le perdite quotidiane, ma bisogna aumentarne la quantità quando si fa attività sportiva o si vive in ambienti caldi e umidi. Ricordiamo che oltre ai quei 6/8 bicchieri, troviamo acqua anche in molti alimenti (latte, frutta e verdura) e ovviamente altre bevande.


L’acqua gasata gonfia?

No, e non fa neppure male.

Né l’acqua naturalmente gasata né quella addizionata con gas creano problemi alla nostra salute. Anzi, la presenza di anidride carbonica nella bottiglia migliora la conservabilità del prodotto. Solo quando è molto gasata, l’acqua può creare dei disturbi nelle persone che già soffrono di disturbi gastrici e/o intestinali. L’acqua gasata è tuttavia sconsigliata in molte patologie del tratto gastrointestinale, come gastrite, reflusso, ernia iatale.


Come si sceglie l’acqua minerale?

In realtà, quasi tutte le acque minerali si equivalgono.

I bambini però non dovrebbero bere solo quelle oligominerali. Non è vero che le acque oligominerali siano migliori di quelle più mineralizzate. Mantenere la linea e “curare la cellulite” non dipendono dall’acqua che ingeriamo. È vero invece che i sali contenuti nelle acque minerali contribuiscono ad eliminare quelli in eccesso nell’organismo. Nei bambini, in particolare, sarebbe bene non utilizzare esclusivamente acque oligominerali, ma bisognerebbe alternarle con quelle più ricche di minerali.

Allo stesso modo, le donne in gravidanza dovrebbero privilegiare il consumo di acque calciche per soddisfare l’aumentato fabbisogno di calcio durante la gestazione, essendo quello contenuto nell’acqua facilmente assorbibile dall’organismo.


Che differenza c’è tra le varie acque minerali?

Differiscono nel contenuto totale di sali minerali.

Le differenze tra le acque minerali sono sul contenuto totale di sali minerali (chiamato “residuo fisso”, che contrariamente a quanto si può pensare non è correlato alla formazione dei calcoli renali) che possiamo conoscere leggendo l’etichetta sulla bottiglia.

Residuo fisso
Acque minimamente mineralizzate < di 50 mg/lt
Acque oligominerali 50-500 mg/lt
Acque medio minerali 500-1500 mg/lt
Acque fortemente mineralizzate > di 1500 mg/lt

Fonte dati:

http://sapermangiare.mobi/

https://www.crea.gov.it/