Sì o no alle “diete speciali” durante la gravidanza?

Un buongustaio in embrione

Nell’utero il feto si nutre già attraverso la circolazione placentale, e non ha certo bisogno di mangiare. Eppure, le immagini ecografiche e le amnioscopie hanno mostrato un fatto straordinario, e cioè che il bambino, già prima di nascere, succhia la manina, deglutisce il liquido amniotico e fa persino pipì. All’interno dell’amnio si stabilisce un delicato equilibrio e il liquido amniotico stesso fornisce i primi “assaggi” al gourmet in erba. Infatti, come hanno rivelato gli studi, il suo sapore non è costante, ma varia secondo ciò che mangia la mamma. Si è scoperto che il piccolo ancora nella pancia ha già i suoi gusti: infatti se lei mangia qualcosa di dolce, anche il suo liquido amniotico si addolcisce e il feto sembra gradire, perché la frequenza e la durata delle sue fasi di deglutizione aumentano. Così c’è da presumere che gli alimenti assunti possano dare al liquido amniotico tutta la gamma dei sapori e il bambino si abitua, già prima di nascere, a quei sapori, andandoli così a ricercare (e a ritrovare) dopo la nascita, nel latte materno prima, in seguito nel cibo solido.

Gli stili alimentari umani variano infinitamente da un luogo all’altro del globo terrestre, eppure grazie a questo meccanismo semplice ma efficiente il neonato nasce già pronto a inserirsi nei menù abituali della sua famiglia. L’importante è non interferire: la mamma dovrebbe evitare di fare diete “speciali” in gravidanza e allattamento, cioè dovrebbe scegliere una dieta ricca, variata e sana ma che si attenga ai cibi a lei abituali.